“La porcheria delle deleghe e il modo scorretto di alterare il voto degli aventi diritto !!!”
Gentilissimo Presidente, Rappresentante dei Cavalieri, dei Tecnici e dei Cavalieri proprietari di cavalli,
dopo essermi presentato a Voi (mail del 24 giugno) e avervi rappresentato il mio parere sull’opportunità di addivenire ad una Federazione più partecipativa con la base e con Comitati Regionali altamente operativi anche perché più indipendenti (mail del 4 luglio), argomento al centro del programma del candidato Duccio Bartalucci, vorrei oggi trattare l’argomento della modalità di votazione in occasione delle prossime assemblee elettive nazionale e regionale.
Potrei intitolare l’oggetto di questa comunicazione come “la tutela dei propri diritti elettorali. ”.
L’argomento mi obbliga a entrare nello specifico su due aspetti particolari e cioè la
metodica concreta di voto e la possibilità di delega.
Inizio dal secondo. Sono stato sempre molto incuriosito dal così detto “meccanismo delle deleghe”, tipico delle elezioni nell’ambito delle federazioni sportive, ritenendolo un meccanismo dal doppio significato.
Il primo significato è quello giusto per il quale la delega elettorale è uno strumento utile quando un delegante che non può recarsi a votare chiede ad un collega paritetico (il Presidente di un’altra Associazione: delega esterna) od ad un membro del proprio Consiglio Regionale (delega interna) il delegato, di rappresentare la sua volontà. Non dimentichiamo che ciò è possibile solo per i Presidenti delle Associazioni sportive e non per i rappresentanti dei cavalieri, dei tecnici e dei cavalieri proprietari di cavalli che invece non possono delegare. Curiosa interpretazione del rispetto dei diritti individuali.
Il secondo significato è quello a mio avviso deviato ed inquietante, cioè il caso in cui è il delegato che procaccia le deleghe coinvolgendo deleganti ignari o poco interessati.
Voglio ricordare che nella realtà del Lazio così come in tutte le altre Regioni, al di là di coloro che sono felici dell’attuale gestione Nazionale e Regionale e di coloro che sono invece decisamente scontenti, c’è una più ampia “terra di mezzo” in cui sono compresi gli elettori indecisi, quelli meno motivati per gli aspetti politici federali e/o che presi dalle difficoltà di tutti i giorni, non riescono a concentrarsi adeguatamente sulla tematica elettorale, preferendo di fatto delegare od astenersi proprio dal voto.
A questa ampia fetta dell’elettorato vorrei dire di fare uno sforzo e di partecipare comunque alle attività di voto, possibilmente di persona, senza delegare per ciò nessuno, evitando quindi che il risultato elettorale goda della loro assenza. A tal proposito ricordo che ove il delegante riveda la propria scelta elettorale, può sino al giorno prima dell'assemblea, modificare la propria scelta annullando la delega eventualmente già consegnata o redigendone un'altra. In caso di due deleghe redatte dallo stesso Presidente varrà quella prodotta per ultima purchè esista una data di compilazione o consegna.
Nel citare le deleghe non posso esimermi dal rappresentare un fatto oggettivo recente che mi ha colpito non poco e che credo sia giusto commentare. Al fine di evitare e prevenire uno scorretto movimento di deleghe in una fase precedente alla formalizzazione della data dell’Assemblea Elettiva Nazionale, i legali di Duccio Bartalucci e Clara Campese, candidati alla presidenza Nazionale insieme all’attuale Presidente, hanno chiesto alla FISE di condividere una nuova scheda di delega modificando anche pochi particolari tipografici. La richiesta era ovviamente finalizzata ad azzerare la situazione annullando gli effetti di un’ eventuale movimentazione di
deleghe realizzatasi scorrettamente prima della definizione della data dell’assemblea, indipendentemente dallo schieramento degli artefici.
La risposta è stata negativa.
Ritengo che la FISE abbia in questa occasione perso un’ottima possibilità per dimostrare un comportamento irreprensibile in linea con i più essenziali valori sportivi come la trasparenza, la lealtà ed il rispetto degli avversari. Infatti, pur trattandosi, allora, di una richiesta generata non da fatti oggettivi ma da motivi di opportunità, l’accoglimento dell’istanza da parte dell’attuale dirigenza nazionale avrebbe spazzato via ogni minimo dubbio che poteva esistere, restituendo al confronto in essere quel senso di assoluta correttezza istituzionale che un’elezione merita. Peccato. Eppure, ad esempio, sarebbe bastato modificare il carattere di stampa del solo gruppo data, od anche meno.
Relativamente poi alla metodica di voto prescelta non si può non considerare che esisterebbero oggi le possibilità tecnologiche e normative per rendere facile ed a distanza il voto di tutti. Sarebbe quindi auspicabile e logico evitare le metodiche tradizionali che comportano spese importanti per le federazioni organizzatrici e un significativo impegno di tempo e finanziario degli elettori, “deleganti a parte”. Inoltre il voto di presenza, come storicamente accertato, fa si che partecipino di fatto al voto solo una parte degli aventi diritto a detrimento della forza effettiva degli elettori.
La metodologia “a distanza”, già inserita come possibile nello statuto federale, consentirebbe l'appunto di votare attraverso il proprio PC o addirittura tramite cellulare. Tale procedura consentirebbe, come ovvio, di aumentare notevolmente il numero di votanti e di annullare la pratica delle deleghe e gli eventuali abusi a questi eventualmente connessi. Speriamo quindi che quanto prima (sembra entro l'anno) sia possibile passare dal metodo “di presenza” e con deleghe a quello “telematico” a distanza.
Ed allora, chi di voi dovesse concordare con questa linea di pensiero che ho espresso sopra, chiede di non rinunciare al proprio diritto di voto e di scelta. Lo chiedo con trasporto proprio a tutti Voi che vivete nel Lazio potrete raggiungere più facilmente la sede dell'Assemblea in occasione delle imminenti due votazioni.
Quella “terra di mezzo” può essere protagonista di risultati sia per il voto Nazionale che per quello Regionale, indirizzandoli in un senso o nell'altro a seconda del volere dei più. Non delegare a nessuno questo Vs strumento individuale di democrazia e se anche voi sentite il bisogno di rivitalizzare determinati principi ritenendoli essenziali ed irrinunciabili per il nostro sport, siate padroni di voi stessi e non permettete a nessuno di decidere per voi o di strumentalizzarvi!!! Siate parte attiva del vostro mondo “del domani” professionale e non solo.
Lo sport prevede solo vie dirette e legali; lasciate i sotterfugi a chi pratica sport, lo vede e lo vive solo come uno strumento di affermazione personale, ad ogni costo ed in qualunque modo, evitando confronti leali.
Approfitto per ringraziare tutti coloro che mi hanno inviato un cenno di riscontro e/o hanno richiesto chiarimenti e approfondimenti.
Marco Reitano





