SONO UN GIUDICE DISSIDENTE
Sono un giudice dissidente. Si.
Sono quello, quello che vive la passione per l’Endurance dall’altra parte della barricata.
Sono quello che studia due regolamenti diversi, uno Nazionale ed uno FEI. Con l’aggiunta di regolamenti generali, regolamenti formazione, regolamenti veterinari e via di seguito.
I FEI? tutti in lingua inglese che non è la mia madre lingua. Un inglese tecnico, che va capito ed interpretato nel giusto verso. E che vanno ricordati, tutti. E che quando finalmente li hai imparati…. Cambiano. E ricominci daccapo, cercando di dimenticare il vecchio per il nuovo.
E sono quello che ha sempre espresso la propria opinione cercando un confronto costruttivo, tanto con i cavalieri quanto con le varie dirigenze (e ne ho viste tante passare….). Qualcuna faceva finta di ascoltare, qualcuna ascoltava, qualcun’altra invece, forte del “potere” acquisito, imponeva e basta. Oh, quanti ne ho visti passare…..
Ecco l’estratto dal programma FISE Endurance 2023 Ufficiali di Gara:
“Rappresentante Ufficiali di Gara
Coordina l’attività e la formazione degli Ufficiali di gara e li nomina nelle manifestazioni di competenza F.I.S.E.”
Punto. Basta così. Analizziamoli insieme:
Formazione: l'aggiornamento del sapere per formare la persona nella sua interezza. L’aggiornamento del sapere. E mi chiedo: quando è stata l’ultima volta che siamo stati “aggiornati” sia sui Nazionali che sui FEI?
A cosa dovrebbe servire questa fantomatica formazione?
“Un'adeguata formazione, prima ancora di fornire risultati tangibili, sortisce alcuni importantissimi effetti. In prima istanza il giudice sarà molto più sicuro e consapevole di ciò che fa, arrivando a trovare in autonomia processi di lavoro più agili e snelli” (detto da miocuggino Pedagogista)
Ed è anche confronto: un confronto che manca. Dove siamo tuti cani sciolti. Ognun per se. E Dio per tutti.
Senza il supporto di una formazione, di un confronto, ci viene a mancare il basilare perfezionamento, le conoscenze e la impossibilità ad acquisire nuove competenze per riqualificarsi e proseguire lo sviluppo personale e professionale. (Grazie ancora, miocuggino Pedagogista)
E questo un Giudice non se lo può permettere. Perché un Giudice non è (o non dovrebbe essere) un “tutto regolamenti e distintivo”. Le competenze non si acquisiscono solo ed unicamente tramite un regolamento letto da solo, magari in quei rari momenti di calma che ci riserviamo la mattina, dopo colazione.
Pensa, riflette, osserva. Si mette in discussione. Aiuta. Collabora. Con i colleghi, con i CO, con i concorrenti, con il personale, con le assistenze e chi più ne ha, più ne metta. I famigerati CO. Anche con quelli che fanno i biglietti agli Officials sbagliando gli orari di ritorno e mettendo nei casini il Presidente di Giuria il quale (lo sapevate?) deve controllare anche questo. Altrimenti va dritto dal Giudice Sportivo senza nemmeno passare dal via (il che comporterebbe l’eliminazione immediata, stante il regolamento), con inevitabile condanna e relativa sospensione. Per fortuna che hanno abolito la gogna e la fustigazione sulla pubblica piazza……Mi si sarebbe sporcata la mia giacchetta blu con distintivo! Sarebbe stato un dramma.
“Li nomina nelle manifestazioni di competenza”.
Ok, perfetto. Con quale criterio? Un sorteggio. Un sorteggio tramite computer che magicamente, senza trucco e senza inganno siore e siori, estrae i nominativi.
Fermo restando che personalmente questa cosa qui io non l’ho mai creduta, come cantava Baglioni, potrebbe anche essere giusto in quanto (se fosse vero) una macchina, lo sappiamo, non ha preferenze.
Una macchina. Semplicemente, voilà, ti spara il numeretto e tu, oplà, sei in commissione. Con successiva comunicazione tramite messaggino su questo tono: “ciao, saresti disponibile per la tale gara?” E tu, sempre tramite messaggino rispondi si o no. E se rispondi “no”? Beh facile, scatta di nuovo il “sorteggio computerizzato”. Almeno credo. Il deus ex machina che risolve tutto in pochi secondi. Credo, perché mai mi è stato dato modo di assistere ai sorteggi computerizzati. Idem per altri colleghi da me interpellati. Peccato. C’è sempre da imparare, anche nelle estrazioni computerizzate.
Peccato. Perché approfittando dell’occasione avrei tanto voluto chiedergli….”Benedetta macchina, mi spieghi perché io in certe gare non vengo mai estratto/a da anni???????”
L’unica spiegazione che mi dò è con la legge del caos. Ma questa benedetta farfalla, proprio quando mi stanno per estrarre, deve battere le ali in Giappone?
No, no ed ancora no. Io dissento.
E la tristezza aumenta, quando ci capita (si, vado sul personale) di vedere delle gare FEI tipo un Campionato Europeo, con commissioni dove tre quarti degli Official non sono Europei.
Colpa della FEI? Boh! Forse anche di una assoluta mancanza di una nostra presenza politica all’interno di questo organo e che ci vede penalizzati e non poco. E pensare che un tempo abbiamo avuto un Presidente FEI italiano ed una presenza nella dirigenza, che contava! Ma quelli erano altri tempi. Ci si evolve e bisogna guardare avanti. Ma guardando avanti….. Resto molto perplesso.
Vedo un re, una divinità dall’alto del suo scranno con su scritto “Divide et impera” e sotto di lui, tanti che lo adorano, perché lui parla anche latino (infatti io, come tanti altri il latino non lo capisco, e mi scatta subito il complesso di inferiorità) con tanto di Nemes in testa.
Bello, bellissimo. Sulla fronte l'ureo (che è a forma di cobra, ma mica l’ho voluto io! Sono stati gli antichi Egizi). Impugnando Heqa, lo scettro del comando ed il Neknekh, che a buon conto serve anche da scacciamosche quando devi aiutare il maniscalco. Una voce suadente, ipnotica. Una voce che ci dice, incessantemente:
“Prendi la strada giusta e non sgarrare
Se no poi te ne facciamo pentire
Mettiti in fila e non ti allarmare
Perché ognuno avrà la sua giusta razione”
(questo/a sono io che copio Bennato, miocuggino ha da fare)
Tristezza, per che quando abbiamo per l’ennesima volta cercato un dialogo, la risposta è stata lapidaria: “vi rode il culo, perché prima facevate come ca**o vi pareva ed ora non potete più farlo.”
Ok, capito. Raccolgo le mie biglie e me ne vado a casa, sperando in tempi migliori. Lottando, per tempi migliori. Senza aspettarmi solidarietà o supporto alcuno. Perché se prima, ingenuamente pensavo ad un gruppo, adesso l’interrogativo è, citando Pappagone, noto filosofo di strada, scuola napoletana….. Siamo vincoli o sparpagliati?
O forse lo siamo sempre stati, divisi. Perché siamo esseri umani, con le nostre debolezze, con le nostre frustrazioni. La nostra voglia di rivalsa.
Perché non tutti abbiamo la curiosità di guardare avanti. Di portare la nostra esperienza in favore della disciplina per migliorare, di confrontarci. per cambiare. Viviamo l’attimo. Quello in cui ci presentiamo con la nostra giacchettina blu e pantaloni beige nonché camicia azzurra (personalmente avrei preferito altri colori, il beige non mi dona!!!) davanti ai convenuti al briefing. Dio, che attimo di gloria! Poco importa quello che dico o che dovrei dire, se sparo a casaccio. Poco importa se la lingua straniera è un optional per me (tanto le giurie io le faccio solo in Italia….). Poco importa se i regolamenti si, li ho letti ma usando Google traduttore. Tanto è uguale, no?
E farò il bravo. In fila per tre. Così il computer lo saprà e mi rinominerà.
L’importante è esserci. A costo di credere che Gesù sia morto dal freddo ma perdiana, io ci sono.
Tutto il resto non conta.
Con selfie finale e relativa pubblicazione sui social.
Si, ed io osservo. E dissento.





