Tutti in gabbia
Arrocco corto e questione di palle. Nella accaldata ed afosa estate italiana nella Fise stiamo assistendo ad un dramma tragicomico dove un presidente pro tempore delegittimato dai fatti derivati da inchieste giudiziarie cerca di tenere duro in attesa di chissà quale appiglio arroccando corto in una disperata difesa , coperto ormai da una torre ed un alfiere, dopo aver sacrificato la Regina ( credibilità) nella speranza di arrivare allo stallo. In questo scenario scacchistico degno di Fischer vediamo la posizione dei vari pezzi ( elettori) e dei pedoni ( tesserati) che, senza una linea guida vanno in ordine sparso anziché coalizzarsi per un affondo decisivo finale. Ci sono e sempre ci saranno troppi evidenti conflitti di interesse che impediscono di prendere posizioni che il solo buon senso e la dignità imporrebbe! Ed i pedoni? Basta che si facciano gare e concorsi , le beghe sono di altri. Poco importa che una regione leader qual'e' il Veneto sia commissariata da oltre due anni ( il motivo è noto ) sia posta nelle condizioni peggiori per partecipare ad eventi enduristici nazionali perché dev'essere punito il suo ardire primigenio dell'avere sostenuto quasi in massa la candidatura della propria presidente. Le pedine che fanno? Continuano a tesserarsi in Veneto! Andare alle gare indossando orgogliosi il leone alato ridotto oramai ad un gatto spelacchiato. Pax Tibi recita lo stemma veneto. Ad oggi mi pare un requiem dell'orgoglio dei tempi che furono. È giunto il momento in cui il leone chiuda il Vangelo! Ed in campo nazionale le cose vanno , se mai fosse possibile, peggio. Possibile che nessuno si incazzi o perlomeno si insigni raffrontando gli aumenti con i viaggi ed alberghi pagati per gli elettori? Spesso , vien da pensare a quanta genuina passione seppur sgrammaticata vi sia in Gaetano Ambrosio. La via di uscita è segnata , per una volta facciamo vincere lo sport sull'egoismo posizionale. Parafrasando Scalfaro: io non ci sto!





