UN SENTIERO DA ESPLORARE

UN SENTIERO DA ESPLORARE
2026-05-29 08:06:46

UN SENTIERO DA ESPLORARE




Roma, 28 mag. (LA PRESSE) - Potrebbe non essere ancora chiuso il caso nato dopo le ultime elezioni della Fise (Federazione italiana sport equestri) con la rielezione per il terzo mandato consecutivo del presidente uscente Marco Di Paola. I tesserati Clara Campese e Duccio Bartalucci, sfidanti di Di Paola nell'assemblea elettiva dello scorso 9 settembre 2024, hanno fatto sapere di aver "attivati ​​per dare seguito alle indicazioni del magistrato e hanno conferito mandato pieno ai propri legali per iniziare tempestivamente i ricorsi in sede civile e sportiva" contro la rielezione di Di Paola. "L'obiettivo dichiarato - spiegano in una nota - è l'annullamento delle elezioni del 9 settembre 2024 e il ripristino della legalità e legittimità all'interno della Federazione". Il riferimento è all'inchiesta, recentemente archiviata, sui presunti brogli elettorali nata da una denuncia presentata dagli stessi Campese e Bartalucci. Nella richiesta di archiviazione, visionata da LaPresse, il pm Francesco Basentini osserva che "le vicende lamentate hanno denotato un quadro oggettivamente opaco e per nulla rassicurante, la cui gravità è stata riscontrata e confermata sotto diversi profili". La Polizia giudiziaria, si legge ancora nell'atto, "aveva modo di riscontrare diverse anomalie formali sulla compilazione delle deleghe che, almeno in 248 casi, presentavano due distinte grafie, riferibili verosimilmente a due distinte mani (e forse a tempi diversi), una utilizzata nella stesura della parte generale della delega e l'altra impiegata per inserire il dato del soggetto delegato al voto". "Lo scenario fattuale emerso, dunque, dalle verifiche di indagine sulla consultazione elettorale avvenuta il 9.9.2024 lascia alquanto perplessi", si legge ancora. Pur presentando richiesta di archiviazione, in quanto la Fise è privata e la fattispecie di reato ipotizzata inconferente per la qualificazione giuridica della Federazione, il pm sostiene che gli "illeciti elettorali" si sarebbero "probabilmente consumati" e sarebbero "consistiti nell'alterazione e/o falsificazione delle manifestazioni di voto". Il pm conclude affermando che "gli spazi di tutela giuridica sollecitati dai denuncianti sarebbero da collocare in sedi processuali diverse da quella penale". "Il magistrato penale ha quindi passato il testimone alla magistratura ordinaria civile e agli organi di giustizia sportiva", affermano Campese e Bartalucci nella nota. "In queste sedi -concludono-, le indagini sul broglio svolte dai Carabinieri potranno essere utilizzate per richiedere l'annullamento del voto e il risarcimento dei danni".





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Roma, 28 mag. (LA PRESSE) - Potrebbe non essere ancora chiuso il caso nato dopo le ultime elezioni della Fise (Federazione italiana sport equestri) con la rielezione per il terzo mandato consecutivo del presidente uscente Marco Di Paola. I tesserati Clara Campese e Duccio Bartalucci, sfidanti di Di Paola nell'assemblea elettiva dello scorso 9 settembre 2024, hanno fatto sapere di aver "attivati ​​per dare seguito alle indicazioni del magistrato e hanno conferito mandato pieno ai propri legali per iniziare tempestivamente i ricorsi in sede civile e sportiva" contro la rielezione di Di Paola. "L'obiettivo dichiarato - spiegano in una nota - è l'annullamento delle elezioni del 9 settembre 2024 e il ripristino della legalità e legittimità all'interno della Federazione". Il riferimento è all'inchiesta, recentemente archiviata, sui presunti brogli elettorali nata da una denuncia presentata dagli stessi Campese e Bartalucci. Nella richiesta di archiviazione, visionata da LaPresse, il pm Francesco Basentini osserva che "le vicende lamentate hanno denotato un quadro oggettivamente opaco e per nulla rassicurante, la cui gravità è stata riscontrata e confermata sotto diversi profili". La Polizia giudiziaria, si legge ancora nell'atto, "aveva modo di riscontrare diverse anomalie formali sulla compilazione delle deleghe che, almeno in 248 casi, presentavano due distinte grafie, riferibili verosimilmente a due distinte mani (e forse a tempi diversi), una utilizzata nella stesura della parte generale della delega e l'altra impiegata per inserire il dato del soggetto delegato al voto". "Lo scenario fattuale emerso, dunque, dalle verifiche di indagine sulla consultazione elettorale avvenuta il 9.9.2024 lascia alquanto perplessi", si legge ancora. Pur presentando richiesta di archiviazione, in quanto la Fise è privata e la fattispecie di reato ipotizzata inconferente per la qualificazione giuridica della Federazione, il pm sostiene che gli "illeciti elettorali" si sarebbero "probabilmente consumati" e sarebbero "consistiti nell'alterazione e/o falsificazione delle manifestazioni di voto". Il pm conclude affermando che "gli spazi di tutela giuridica sollecitati dai denuncianti sarebbero da collocare in sedi processuali diverse da quella penale". "Il magistrato penale ha quindi passato il testimone alla magistratura ordinaria civile e agli organi di giustizia sportiva", affermano Campese e Bartalucci nella nota. "In queste sedi -concludono-, le indagini sul broglio svolte dai Carabinieri potranno essere utilizzate per richiedere l'annullamento del voto e il risarcimento dei danni".