ENDURANCE: dal workshop escono idee chiare,ma nodi ancora da sciogliere
Il workshop sull'endurance di ieri ha messo sul tavolo temi tecnici e strategici che la disciplina non può più rimandare. Poca gente in sala, ma chi c'era ha parlato chiaro.
Alessandro Salari ha tenuto le fila della discussione. Meno passerella, più cose da fare: il punto ora è trasformare gli spunti in azioni, altrimenti resta l'ennesima riunione.
I tre nodi veniamo fuori:
Servire struttura, non incontri spot. Se questo appuntamento non diventa fisso, con verifica dei risultati, è tempo perso. L'aggiornamento condiviso non può dipendere dalla buona volontà dei singoli.
Programmi gara e carta: serve uniformità vera. L'allineamento ai modelli FEI è citato da anni. Idem per flussi documentali e report ufficiali: oggi ognuno fa a modo suo ei dati non parlano tra loro.
Questione veterinaria: manca trasparenza. Il dialogo c'è stato, ma sulle eliminazioni per sospetti zoppie o casi clinici borderline non c'è ancora una linea comune. Troppo spesso le motivazioni restano opache, e questo genera contenuti e sfiducia. Servono criteri esplicitati, scritti, uguali per tutti.
Responsabilità individuale? Sì, ma non basta. Chiamare in causa i singoli è giusto, ma senza regole chiare e standard applicati davvero, la “partecipazione attiva” resta uno slogan.
In sintesi: il workshop ha detto cosa non funziona. Ora servono cadenze, responsabilità e controlli. Senza, anche il modello organizzativo “più solido” di cui si parla resterà sulla carta.
Il grande assente: la base che scompare
Sebbene la riunione di ieri avesse un taglio tecnico e non politico e strategico, il nostro avviso sarebbe da discutere nelle prossime riunioni quanto segue. Nessuno ha affrontato il problema delle minori iscrizioni alle gare regionali, vero indotto e volano per il futuro. Nessuno ha affrontato il meno 50% costante di binomi iscritti alle regionali, dovuto forse a regole e cavilli inutili per la nostra disciplina, non disgiunto dal raddoppio delle quote di associazione, libretti cavalli e patenti. La costante emorragia è un grosso danno al futuro della disciplina. Così andando avanti si avrà un'Endurance professionistica a discapito di una disciplina che era aggregante, e si ridurranno le regionali a mere "qualifiche".





