Associazione Italiana Cavalieri Endurance

Perche’ continuare?

Perché CONTINUARE?

 In questo “editoriale”, visto il momento non particolarmente positivo cerchiamo di analizzare in maniera scevra da critiche quali e quante motivazioni ci spingano a continuare ad andare a gareggiare.

  •  Partiamo da quanti siamo e come suddivisi.

 Siamo circa 900 praticanti in tutte le categorie con oltre il 70% costantemente impegnato nelle cosiddette categorie basse (dalle 30 alle 90) che chiameremo plafond .

Questo 70 % (pari a circa 600 cavalieri) da cosa è mosso?

Sicuramente l’agone la fa da padrona, seguito dalla passione per il cavallo, dalla voglia di mettersi in discussione, di misurarsi con altri e, a ruota dalla passione per la nostra disciplina.

Ma va da se che di questo 70% al massimo, ma proprio massimo, non oltre il 10% (quindi si tratta di 50-60 binomi) andrà poi a “crescere” sportivamente e cimentarsi in categorie superiori, che, di fatto sono il vero endurance.

Suddividendoci geograficamente poi notiamo che il Nord esprime circa il 50% dei tesserati, seguito dal centro (35%) ed in ultimo (ma non per questo ultimi) il Sud Italia (15%), con regioni assolutamente non rappresentate.

  • I costi.

Parlando sempre per il 70% dei cavalieri “della domenica”  abbiamo , solo per iniziare  60 Euro di libretto Fise del cavallo, 80 Euro di patente B/E e 40 Euro di iscrizione al circolo. Questo (180 Euro minimo) per poter accedere alle “danze”oltre a 80 Euro di visita medico sportiva.

Le danze quindi costano mediamente 40 Euro l’una ( una media tra i 30  con punte di 50 Euro per una regionale debuttanti ai 50 Euro per le 90 regionali con punte di 70) .

Per andare al ballo, dobbiamo mettere in conto quantomeno 100 Euro di gasolio per far muovere i nostri potenti SUV (anche nelle assistenze consumano), circa 30 di autostrada, 80 di media di box (raffrontati ai 40 di agriturismo colazione inclusa fanno accapponare la pelle) ed appunto 40 di agriturismo.

Quindi alloggiamento giustamente offerto alla nostra assistenza, sia esso partner, amico… ognuno porta chi vuole. Se poi mettiamo un panino ed una birretta …..

La corretta gestione del cavallo per fare anche una 30-60 prevede una ferratura nuova pre gara (altri 70 Euro se va bene ogni 20-30 giorni in stagione) .

Tirando le somme, partecipare ad una gara , diciamo a 150-200 Km da casa , comporta un esborso minimo di 350,00 Euro , che moltiplicato per 6-7 gare a stagione agonistica fanno 2000,00 Euro circa.

Quindi una 30 Km costa circa 11 Euro al Km!

Fatti questi conti, possiamo tranquillamente affermare che un mese di un buon stipendio (visti i tempi direi ottimo)  lo “spaniamo” allegramente così.

Moltiplichiamo quindi i 2000 Euro per il citato “plafond” ci accorgiamo che il nostro movimento “gira” 1.200.000 Euro più altri 140.000 Euro annui in visita medica, patenti, libretti ed iscrizioni ai circoli

La stagione agonistica invece di un “top player” termine tanto di moda attualmente , si attesta agevolmente dai 10,000 Euro in su, ma volutamente la lasciamo fuori dai calcoli.

Dal punto di vista “fisico” la gara, di per sé non affatica più di tanto (parlo per le regionali) . Il “trasloco” pre e post gara ( solo il fatto di preparare auto e trailer è una fatica) , il viaggio con tutte le sue preoccupazioni, le non sempre agevoli location delle gare, le “incazzature” pesano.

  • Vediamola ora dalla parte di chi organizza la gara.

Il Circolo ospitante -facciamo per semplificare i calcoli che gli iscritti si attestano a circa 60 binomi a gara -(ripartiti in 30 sulle deb, 20 sulle 60 e 10 sulle 90) “incassa” dalle iscrizioni dai 2000,00 ai 2300,00 Euro, più altri 1600 dai box (20 box occupati se tutto va bene) per un totale, in eccesso di 3000,00 Euro.

A fronte di tali entrate, alle quali , ma non sempre, possiamo aggiungere tra contributi e sponsor non più di 1500 Euro il C.O. deve spendere in noleggio dei box (30 box sono pari a circa 1800,00 Euro), commissioni veterinarie, giudici, cronometristi, contributi ai volontari, ambulanza e medici più o meno 10000 Euro.

Moltiplicando questi 10000 Euro per circa 100 gare che si tengono su tutto il territorio nazionale il nostro movimento muove un altro milioncino di Euro che sommati a quanto sopra detto fa si che tutto il “moto” giri  2.400.000 Euro l’anno.

Aggiungiamoci ora il costo del nostro equino mediamente 2000,00 Euro , del trailer, mediamente 4000,00 Euro, e dell’attrezzatura 1000 Euro (sella, finimenti, indumenti ecc.) e credo senza esser contraddetto di tenermi basso, moltiplicato per 600 arriviamo alla sonante somma di 4.200.000 Euro. Dividiamo ciò per l’emivita media di 5 anni arriviamo a 840.000 Euro l’anno.

Mettiamo quindi che nei 600 binomi il 50% di essi tiene il cavallo in un maneggio. Un mese di maneggio costa, stando proprio bassi bassi bassi 220 Euro. Totale 66.000 al mese Euro più altri 30000 al mese per 300 cavalli tenuti in proprio (100 Euro a cavallo tra fieno e mangimi mi sembra equo) fanno un bel totale di 1.152.000 Euro all’anno.

Ora le spese veterinarie ( quelle di mascalcia le abbiamo già conteggiate). Chi di noi tra visite, vaccini , vermifughi ecc, riesce a spendere meno di 150 Euro l’anno di veterinario?  Moltiplicato per 600 equini facciamo ben 90.000 Euro.

Il movimento del plafond quindi genera in totale 4.482.000 Euro l’anno.

Diviso nuovamente per i 600 binomi ne deriva che,  attorno a ciascun binomio, in un ottica prettamente economica ci sia un giro di affari di  7.740,00 Euro l’anno.

 La domanda, spontanea è: a fronte di ciò, a noi cavalieri generico medi, cosa resta?

….la prima classe costa 1000 lire , la seconda 100 la terza dolore e spavento…..!

 

Oracolo

Share Button

Articoli correlati:

Doping al Trofeo delle Regioni
Parigi:Oriana Fallaci ce l' aveva detto
I perche' del Convegno a Roma

Comments are closed.

Copyright Freendurance © - Realizzato da ABWebdesign - Privacy Policy