Associazione Italiana Cavalieri Endurance

Non si uccidono così anche i cavalli?

Egregio Presidente della FISE, Caro Marco Di Paola,
rivolgiamo le parole che seguono sia all’attuale rappresentante della comunità sportiva tutta, sia all’uomo che, al tempo del suo esercizio del diritto elettorale passivo, si è a noi proposto quale interlocutore attento e interessato alle problematiche legate alla disciplina dell’Endurance.

Lo stesso uomo che, nel corso della sua campagna elettorale, ha esplicitato il desiderio di fare sue e difendere le nostre idee, accogliendo le nostre posizioni alternative ad altre, soprattutto a quelle di coloro che abbiamo identificato quali responsabili di avere condotto la disciplina del fondo equestre verso una deriva affaristica, a discapito dei valori e dei principi sportivi su cui essa si fonda. Lei stesso ha voluto, all’unisono con i consiglieri allora candidati e oggi eletti, scandire e rafforzare la necessità di rifondare l’equitazione di campagna, di ridare la legittima importanza ai suoi utenti e appassionati. A riscontro di questo ha reso pubblico un intendimento di reciproca collaborazione tra la sua dirigenza e i nostri gruppi di Elf e Freendurance per la identificazione delle linee guida utili al lavoro di riqualificazione dell’endurance italiano.

Citiamo testualmente riportando la mail inviataci a suo tempo:


Noi, coerentemente con gli impegni assunti, ci siamo affidati ancora una volta alla politica, nella speranza che questa volta fosse “buona”, anche incontrando, in alcuni casi, il dissenso di quanti amici, interessati al nostro lavoro, ci invitavano a non prendere parte al gioco elettorale e ad agire fuori da ogni schema e ordine. Ci siamo evidentemente sbagliati… E di questo non possiamo che prenderci la piena e consapevole responsabilità. Noi ci scuseremo per aver disatteso le aspettative di coloro che avevano creduto nelle nostre proposte e nei nostri programmi, ma NOI sappiamo che alla fine saremo compresi, perché potremo raccontare una storia di coerenza, di fede e di tenacia, gli stessi sentimenti che servono per praticare il fondo, per continuare la marcia, per non arrendersi.
Lei, diversamente, non ha resistito, si è arreso e, forse, non non ha mai voluto intraprendere questa lunga marcia. Non è riuscito a evitare che, ancora una volta, avessero la meglio interessi terzi, interessi che dello sport fanno uso, che emarginano le sensibilità e barattano l’identità con la ricchezza. Per non parlare del benessere del cavallo… Ci chiediamo quanto, in realtà, lei e i suoi collaboratori foste e siete interessati alla vita di questi animali. Le condivise considerazioni e le accorate richieste non sono valse, purtroppo, a determinare le opportune scelte, nell’ottica di una vera reinterpretazione etica e deontologica di questo settore sportivo. In fondo, dei pochi voti dei circoli di campagna che ancora faticano per non essere dimenticati chi se ne importa., giusto…?!? Possono ritornare ad annaspare nel fango delle loro assistenze…, oppure possono, anche loro, provare a vendersi al migliore offerente……
Ma, per fortuna, c’è chi nasce libero e non sarà mai schiavo. Forse non sarà mai eletto e non ricoprirà alcuna carica, ma potrà continuare ad esprimersi con un onore incorruttibile.
Oggi abbiamo perso tutti, ma tra questi c’è chi ha perso la partita e c’è chi, invece, ha perso la faccia…

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