Associazione Italiana Cavalieri Endurance

Intervista a Marco Di Paola

Per conoscere meglio il candidato Presidente Marco Di Paola gli abbiamo chiesto di rispondere a qualche domanda:

D: quale sarà il comune denominatore del Suo programma che legherà tutte le discipline?

R: La base sarà quella del rinnovamento, dell’etica e della trasparenza. Per attuare questi tre elementi dobbiamo partire dalle persone, non solo dal consiglio federale ma dagli elementi che saranno in ogni dipartimento scelti per la loro etica professionale ma anche e soprattutto per la moralità conforme agli obiettivi comuni prefissati. Rinnovamento, Professionalità , trasparenza e gioco di squadra

D: da dove intende iniziare ad attuare questo programma?

R: Equitazione di base e allevamento.

La federazione ha l’obbligo di ampliare i suoi tesserati, di mettersi in competizione con gli altri sport per riuscire a portare sempre nuovi appassionati. I nostri circoli ippici sono delle piccole aziende che creano lavoro, investono capitali, creano sport e un indotto economico importante; La Federazione deve accrescere questo patrimonio mettendo in campo forze che attraggano nuovi praticanti partendo dall’equitazione di base, facendo leva su quell’elemento in più che ci differenzia da tutti gli altri sport :”il cavallo”. Marketing e comunicazione del e per il cavallo, dovranno essere un servizio che la nuova federazione dovrà dare ai suoi utenti per aumentare il numero degli appassionati. Abbiamo bisogno di valorizzare al massimo tutto il sistema dell’equitazione di base.                                                             L’equitazione di base dovrà essere l’inizio di una crescita importante per tutto il movimento. L’allevamento sarà un altro punto fondamentale del mio programma. E’ impensabile che una federazione possa avere dei risultati di rilievo senza un allevamento nazionale alle spalle. In Italia nascono degli ottimi cavalli, l’allevamento grazie agli allevatori ha fatto passi da gigante in tutte le discipline, dall’endurance al salto ostacoli passando dal dressage. I cavalli per vincere le medaglie costano e con difficoltà te li vendono, la strada è solo quella di valorizzare e aumentare la produzione interna, creare sinergie tra gli allevatori e la Federazione , tra la Federazione e il Mipaff, tutelare, migliorare e accrescere i numeri della produzione nazionale creando il sistema che manca. Da cavaliere ho sempre pensato che un cavallo per le gare grosse sia un cavallo d’oro, un cavallo bravo per un semiprofessionista o un dilettante sia un cavallo prezioso; Agli allevatori manca la valorizzazione e commercializzazione della produzione di “mezzo”. La produzione di cavalli di media qualità che da percentuale nascono in tutte le nazioni europee, deve trovare una collocazione nella base dei praticanti attraverso la valorizzazione del made in Italy .Solo così gli allevatori potranno investire per accrescere e migliorare la produzione.

D: l’endurance è una disciplina in crescita, ma sta attraversando un momento molto delicato, come pensa di affrontare la situazione?

R: Trasparenza ed uguaglianza sono le basi per uscire dal momento delicato che sta attraversando l’endurance. Una disciplina in espansione che ha avuto alcuni problemi soprattutto negli ultimi due anni. Credo di dover dare maggiori garanzie di uguaglianza nelle competizioni , l’uguaglianza si ottiene solo con la trasparenza. Entrando nel merito un attimo,due esempi su tutti, vorrei istituire l’obbligo dell’uso di cardiofrequenzimetri con display e dei gps ai cavalli questo come inizio per il rispetto dei principi che ho affermato all’inizio : TRASPARENZA ED UGUAGLIANZA

D: una effettiva turnazione macroregionale delle commissioni veterinarie in ambito regionale e nazionale sarebbe auspicabile?

R: sicuramente si. nell’ambito del progetto di massima trasparenza e uguaglianza della disciplina questo è sicuramente uno dei passi da compiere.

D: cosa ne pensa di una maggiore possibilità’ di interagire dei cavalieri o meglio della rappresentanza dei cavalieri con giudici e veterinari nella gestione delle gare? una regolamentazione meno fumosa e più’ stringente in  modo da poter dare spazio a istanze dei cavalieri, veri artefici e attori della disciplina sarebbe uno stravolgere gare o manifestazioni?

R: sono d’accordo. è uno dei primi argomenti su cui mi sono espresso, quello di dare maggior importanza ai cavalieri, vero cuore di questa disciplina. le modalità saranno poi individuate e  concordate con la nuova gestione

D: si vocifera che a livello regionale le commissioni veterinarie siano più’ interessate a reclutare eventuali prestazioni a sfondo clientelare che a svolgere un’ attività’ professionale scevra da sospetti secondo lei e’ voce infondata o” vox populi vox dei”?

R: non sono così esperto del settore da poter dare un giudizio competente in merito, ma è stata portata alla mia attenzione la sostanziale differenza di percentuale di gare completate tra regionali, nazionali ed internazionali e sicuramente qualcosa da rivedere c’è, al fine di migliorare le prestazioni di tutto il settore.

D: confermerà la vecchia commissione endurance o ci saranno dei cambiamenti?

R: Credo che anche nell’endurance dovremo creare un cambiamento e un rinnovamento rispetto al passato. Nelle commissioni si dovrà dare una maggiore importanza agli atleti, i cavalieri, con loro i comitati organizzatori, l’unico modo sarà quello di azzerare le commissioni e ripartire da capo.

D: a chi affiderà il settore tecnico?

R: a una persona di grande esperienza a livello nazionale ed internazionale di mia fiducia…

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