Associazione Italiana Cavalieri Endurance

“CARO FUTURO PRESIDENTE” di Gianluca Assumma

Glauco Ricci‎ a Un cavallo in famiglia

LE INTERVISTE DI UCIF

“CARO FUTURO PRESIDENTE”
di Gianluca Assumma

Raccogliamo la sentita testimonianza di un Allevatore, Gianluca Assumma, così appassionata da rivolgersi già al Presidente della Federazione che verrà. Un fiume in piena, Gianluca, con le idee ben chiare, senza sconti per nessuno.

Gianluca, parlaci di te, della tua esperienza equestre, di come ti sei avvicinato a questo mondo.

“La passione e la vicinanza al mondo equestre la definirei ‘geneticamente modificata’. Vengo da una famiglia di ufficiali di Carabinieri, un’arma storicamente di cavalleria. Nella mia famiglia, da sempre, la vicinanza al cavallo ha accompagnato le generazioni fin dal 1800, interpretando l’Equitazione come “mezzo”sano di educazione e disciplina. Il primissimo incontro con il cavallo, visto “da sopra”, in sella, l’ho avuto a quattro anni, un ricordo sfuocato nelle immagini ma chiaro nelle sensazioni: un sotto sella, un cavallo grigio, l’ippodromo di Tor di Quinto a Roma, tante divise scure intorno, il timore di un bimbo per quelle divise…. ma non per quel nuovo amico appena conosciuto. Quel giorno, quell’incontro e la sensazione di familiarità per il cavallo, rimasero indelebili nella mia mente. La passione prese un’altra strada, sicuramente più consona al mio aspetto fisico, iniziai a giocare a pallacanestro arrivando a vestire anche la maglia delle nazionali giovanili, una visione chiara della quotidianità legata agli allenamenti e allo studio con sporadici ma “inebrianti” tuffi nell’Equitazione di campagna e di campo. Il sogno era sfondare sportivamente nel basket continuando a studiare. Il cavallo però restava sempre nella pelle come un “virus buono” che non vede antidoti e prima o poi mostrerà i suoi effetti. Un infortunio di gioco, grave, la fine di una possibile carriera, un sogno infranto…. però…. anche una buona assicurazione che mi permise di riprendere un altro sogno interrotto: il CAVALLO! L’acquisto della prima cavalla, Cleo, italiana fino al midollo, un ottimo passato agonistico, ingranata da una persona che la teneva sempre chiusa in un box e ogni 15 giorni la faceva uscire e saltare, le galoppate in campagna con lei, lavoro in piano in campo e qualche saltino, ma il ginocchio infortunato non teneva e di lì la decisione di far coprire Cleo…. e la nascita, undici mesi dopo, della prima puledra: Jasmin delle Mimose. Quattro anni dopo Jasmin vinceva il Premio Nazionale Allevamento del 1996 portando a termine la stagione con 14 percorsi netti su 14 e 3 percorsi netti nella finale di Grosseto, montata da un uomo in divisa, naturalmente un Carabiniere, il Maresciallo Dino Costantini, per me da sempre “il Maresciallone “. Da quel momento in poi il virus divenne “conclamato” e iniziò l’avventura che tuttora vivo come un sogno; Jasmin divenne la vera capostipite del mio allevamento sfornando al primo colpo Patrizio Romano vincitore a 6 anni del campionato italiano di completo della sua categoria, miglior cavallo italiano ai mondiali per giovani cavalli di completo nel 2005 con vittorie e successi internazionali. I viaggi in Italia e all’estero per capire come lavoravano “quelli bravi”, la Francia soprattutto in Normandia, la Germania e tanti tanti puledri, fattrici e stalloni visti, esperienze acquisite con umiltà e anche sacrificio, uno splendido sacrificio. L’acquisto di altre fattrici, gli errori, altri ottimi puledri altri meno buoni ma, come si dice, sono ancora qua. Il mio allevamento si chiama delle MIMOSE, prende il nome da un bosco incolto di splendide mimose che un contadino, precedente proprietario del casale dove ha sede l’attività, aveva piantato. Ho sei fattrici, quasi tutte di origine straniera, soprattutto tedesca; ho cercato di mettere in razza cavalle che derivassero da linee materne importanti per produrre soggetti sportivamente validi nelle discipline olimpiche del salto ostacoli e del completo. Naturalmente nel parco fattrici ho anche la terza generazione derivante dalla prima puledra nata, Jasmin, che con Diva Romana delle Mimose, sua nipote, continua a produrre buoni compagni di gara”.

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Come hai conosciuto UCIF? Cosa ti piace e cosa vorresti invece cambiare nel nostro Gruppo e nella nostra Associazione?

“Ho conosciuto UCIF su Facebook, credo come tanti appassionati. Da subito mi ha incuriosito e ho iniziato ad interessarmi a una realtà che univa moltissimi giovani appassionati, ma soprattutto portava nel nostro mondo la voce di una categoria poco ascoltata ma fondamentale: i genitori. Credo che UCIF incarni la vera essenza della passione per il cavallo, quella delle sensazioni che abbiamo da bambini e poi crescendo riviviamo con minore intensità e passionalità. Le tante foto di quotidianità, i tanti piccoli avvenimenti dei ragazzi con il cavallo, danno la vera immagine di questo amore. Come risvolto della medaglia, in una vera famiglia esistono coloro che necessariamente devono riportare “i sogni e le sensazioni” a un aspetto più logico e concreto, i genitori, che in UCIF hanno uno spazio importante mai ritagliato in alcun ambito del nostro mondo. Sinceramente non cambierei nulla di UCIF continuerei a difendere questo binomio tra amore sano per il cavallo e tutela delle famiglie che lo appoggiano”.

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Grazie per il tuo bellissimo apprezzamento.
Che cosa vorresti cambiare in questo nostro mondo equestre?

“Sono tante le cose che cambierei nel nostro mondo equestre, una tra tutte la concezione del rispetto e della tutela di chi si avvicina al nostro sport. Intorno al nostro mondo gravitano interessi importanti che vivono grazie a noi utenti, giovani, meno giovani, sportivi, allevatori e semplici appassionati. Troppo spesso la nostra passione che nella realtà ci rende più deboli, viene utilizzata in maniera “incongrua”da chi di questo sport ne ha fatto un lavoro. Potrei parlare per ore di questo argomento andando a toccare ogni categoria, dagli istruttori ai cavalieri, dai trasportatori ai comitati organizzatori, dai dipartimenti della nostra Federazione per arrivare a tutto ciò che riguarda i Comitati Regionali, ma credo che una prima soluzione sia quella fondamentale di dare delle regole chiare, certe e di facile comprensione per tutti, farle rispettare al fine di permettere che i giovani e le loro famiglie ma anche tutti gli appassionati non si allontanino dal nostro ambiente in un momento così grave per il nostro Paese”.

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Immagina che ti stia leggendo il Presidente della nostra Federazione: che cosa vorresti chiedergli?

“Cosa chiederei se potessi parlare con il Presidente della Fise attuale?…. Devo essere franco?…. Non direi nulla perché sarebbero parole inutili vista l’attuale politica che sta portando avanti. A un ipotetico nuovo Presidente, da allevatore, parlerei di allevamento e sport, di vivaio giovanile “umano” e di quello equino. Ho lavorato per due anni nel Board allevatori Fise con a capo il mio amico Pierpaolo Ferilli. Un’ottima esperienza grazie alla quale ho conosciuto le dinamiche che vengono attuate in Fise. Noi allevatori eravamo alla prima esperienza ufficiale come commissione consultiva e ci siamo trovati in un mondo totalmente lontano e astratto dalla realtà lavorativa che conoscevamo. Nel privato, ad una programmazione segue un’azione per l’ottenimento di un risultato…. in Federazione, ad un’ottima programmazione seguono tante piccole azioni che mirano a risultati differenti dalla programmazione iniziale…. per lo più risultati che vanno a garantire l’interesse di chi ha…. portato più voti…. così da disperdere l’obiettivo iniziale. CARO FUTURO PRESIDENTE, questo è un modo di lavorare che vorrei vedere fuori da una Federazione sportiva e questo è ciò che sta accadendo anche nell’attuale gestione . L’allevamento, come anche lo sviluppo dell’Equitazione giovanile, sono due argomenti fondamentali su cui puntare per il rilancio del nostro sport. La Federazione ha come obiettivi statutari principali L’AMPLIAMENTO della BASE e LE MEDAGLIE…. per gli allevatori questi due capisaldi sono fondamentali. La base, non come definizione astratta, concreta quando si definisce come “votanti”, la base intesa come giovani e praticanti del nostro sport a tutti i livelli. Un allevatore ha interesse ad avere un pubblico amplio a cui poter destinare i propri prodotti, un allevatore ha interesse a che il cavallo italiano ambisca a medaglie internazionali per veicolare l’immagine dell’allevamento nazionale. L’attuale dirigenza non da garanzie programmatiche per l’attività giovanile, si parla di Sistema Unico Italiano ma non si dà certezza sulla programmazione di attività giovanili attuali, basta soffermarsi sulla questione delle Finali alla Fiera di Verona, spostate poi al Gese in altra data e poi programmate nuovamente nella stessa Verona; il totale disastro del Progetto Giovani ad Arezzo, l’aumento progressivo dei costi e il totale disinteresse da parte delle istituzioni federali per il rispetto dell’attività scolastica; l’eliminazione di tutta la contribuzione per il saggio delle scuole che sta progressivamente diminuendo i suoi partecipanti perdendo di fatto l’obiettivo promozionale e agonistico per l’Equitazione giovanile italiana. Gravi sono anche le mancanze della politica federale verso l’allevamento. Più volte il Presidente ha dichiarato pubblicamente che noi allevatori dobbiamo produrre solo CAVALLI DA OLIMPIADI non conoscendo di fatto i numeri e le percentuali di produzione di soggetti da competizioni importanti negli altri paesi (solo il 5% dei prodotti dell’allevamento europeo arrivano a competere in categorie dalle 145 in su), proponendo, sempre in occasioni pubbliche, la trasformazione di fatto dell’allevatore in proprietario, offrendo soluzioni dove l’allevatore rimane proprietario e investitore verso il suo prodotto fino agli 8 anni di età….. NON CI SIAMO! Bisognerà lavorare molto per il futuro, il prossimo quadriennio purtroppo dovrà sopperire alle ulteriori magagne che sta portando questo breve ma disastroso mandato. Come dire…. CARO FUTURO PRESIDENTE, PENSACI TU!”.12063635_10206575494978248_1534904930869232062_n

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