Associazione Italiana Cavalieri Endurance

Arnould denuncia, Segretario FEI risponde e Federazione Belga si ribella

Casi di doping e morte di cavalli porteranno a bandire le gare di Endurance?

Riportiamo fedelmente la denuncia di Pierre Arnould che, attualmente sta mettendo in imbarazzo la FEI e la FISE.
Freendurance volutamente non intende commentare ma invita i propri lettori a riflettere.

 

  • LA DENUNCIA DI PIERRE ARNOULD 

> Casi di doping e morti di cavalli porteranno a bandire le gare di Endurance, ammonisce Pierre Arnould
> Chef d’Equipe del Belgio e membro della commissione endurance della Fei
> Doping issues and horse deaths may lead to ban on endurance racing, warns
> In accordo con quello che dice una figura considerata un “senior” di questo sport, le gate di Endurance sono destinate ad estinguersi se l’organo preposto al governo mondiale dell’equitazione (FEI ndr) non risolverà il problema “BENESSERE dei cavalli” in Medio Oriente.
> Pierre Arnould, crede che la Fei non stia affrontando il problema degli scandali sul Doping che affliggono la seconda disciplina al mondo dell’Equitazione in cui Sh. Mohammed è il più grande global player.
> Accanto al doping, un altro problema sta crescendo: le fratture da stress nelle gare di Endurance ad alta velocità che fortemente sono volute in Medio Oriente. Armould dice: “dozzine di cavalli sono morti durante o dopo le gare tra il 2011 e il 2012 in Medio Oriente..”
> “Io non sto facendo la guerra a nessun paese che fa Endurance”, dice al Telegraph Sport. “Voglio solo che i miei figli possano avere la stessa linga carriera in Endurance che ho avuto io, ma se non facciamo qualcosa entro breve, l’Endurance tra qualche anno non esisterà più, qualcuno lo dovrà bandire.”
> L’Endurance pur essendo la disciplina Fei che cresce più rapidamente, ha avuto poco risalto nei media fino allo scorso Aprile, quando c’è sato lo scandalo delle scuderie di galoppo Godolphin di Sh. Mohammed.
> Cavalli degli UAE figurano in ben 33 casi di doping trattati dal tribunale della Fei, con più di 20 di essi allenati in scuderie di proprietà di Sh. Mohammed e altri membri della famiglia Maktoum.
> Arnould assieme ad altri ha tentato di proporre soluzioni nel recente passato, riportando che la commissione Endurance della Fei (esperti cavalieri senior, giudici, allenatori e veterinari) sono tutti daccordo con il Segr. Gen Ingemar de Vos sull’inasprimento delle pene riguardanti cavalli e prprietari, federazioni e ufficiali di gara, così comecavalieri e allenatori, fino alla squalifica a vita;
> E la creazione di una commissione incorruttibile per osservate il comportamento degli ufficiali.
> Arnould afferma che soldi sono stati offerti durante le gare ad ufficiali, ed afferma che ha prodotto testimonianze di queste sue affermazioni.
> Quattro mesi e mezzo dopo, ancora non è stato fatto niente.
> Gli scanali sono contiunati impuniti, la stampa sta impazzendo, i cavalli muoiono, le fratture aumentano, e la settimana prossima la stagione in Medio Oriente, inizia ufficialmente.
> Qatar e Bahrain anch’essi hanno mostrato recenti ondate di doping.
> Arnould, concorde con le critiche delle Federazioni belga, Svizzera e francese, è scettico circa il nuovo ” strategic planning group” ovvero il gruppo di lavoro.
> La sua composizione sfocia in un conflitto d’interesse nei confronti della moglie di Sh. Mohammed, la Principessa Haja, Presidentessa della Fei.
> “Tutto (riferendosi alla disciplina a livello mondiale, ndr) sarebbe idilliaco, se non fosse per tre Federazioni che gettano vergogna su questo sport”, dice Arnould riferendosi a Dubai, Qatar e Bahrain.
> A causa di questo ‘trio infamoso’, l’Endurance è ora sulle prime pagine della stampa mondiale che, a ragione, denunciano scandali a ripetizione di doping, imbrogli, corruzione e conflitto d’interesse.
> Nonostante il Dipartimento Endurance della Fei, le Federazioni, gli Allevatori siamo stati ammoniti da anni di queste inaccettabili pratiche, la sola risposta della Fei è stata il creare un gruppo strategico con una Task di studio per capire l’evoluzione della disciplina nei prossimi 10 anni.
> Abbiamo bisogno di un imparziale irrigidimento del rispetto delle regole che porti alla cessazione di questi scandali immediatamente e permanentemente.
> Il portavoce dello strategic group della Fedrazione Britannica, Andrew Finding, recentemente ha scritto: ” il nocciolo della questione è mettere in atto un piano che promuovauna sostanziale diminuzione dei malcomportamenti e che allo stesso tempo assicuri un livello di controllo, management e regole all’altezza di uno sport globale. A questo farà seguito un cambio culturale, per il buon governo e auto disciplina.’ (degno di in politico Italiano, nota del traduttore).
> Ma Arnould ha risposto con una mail in settimana osservando che il gruppo ad oggi ha mostrato una ‘lista di banalità’ che non risolvono nulla e indubbiamente provocheranno ina decadenza di immagine degli sport equestri in generale e della Fei in particolare.
> La Principessa Haja ha annunciato questo mese che ha chiesto a Lord Stevens, commissario della Polizia Metropolitana, di condurre una indagine separata riguardo le operazioni relative al ritrovamento di prodotti veterinari non registrati in un aeroplano governativo di Dubai, all’Aeroporto di Londra Stansted.
> Lord Stevens ha replicato affermando che Sh. Mohammed è irremovibile riguardo al fatto che qualsiasi evidenza di violazione andrà chiarita dalle autorità preposte.
> In una differente controversia, una Associazione Protezionistica Italiana, la ITALIAN HORSE PROTECTION ASSOCIATION (IHPA) vuole investigare sulla morte del cavallo Django de Vere, allenato da una scuderia di Sh. Mohammed, fatto accaduto successivamente ad una gara di 120 km in Sardegna, il 31 agosto.
> Sonny Richichi (responsabile organizzativo dell’associazione, ndr), ha chiesto al tribunale che al cavallo fosse fatto un esame autoptico, e alla FISE di aprire un’inchiesta.
> Non avendo ricevuto alcuna risposta, l’8 ottobre Richichi si è rivolto alla Fei, e due giorni dopo ha ricevuto una risposta via mail: “Abbiamo inoltrato la vostra nota alla Fise e richiesto un follow up sulla questione. Le Fei sta monitorando la stessa in maniera accurata.”
> Carte ufficiali della gara mostrano che il ritmo cardiaco di Django tornava a livelli normali in meno di un minuto per i primi due cancelli veterinari, durante la gara, ma ha impiegato 30 minuti per la visita finale. “È possibile che un cavallo che ha percorso 30 km a 29 km orari recuperi fino ad una frequenza normale in 37 secondi?” Chiede Richichi.
> Sembra quasi che i cavalieri emiratini guidino una formula uno e gli altri delle normali macchine sportive.

 

  • FEI SEGRETARIO GENERALE REAGISCE ALLA LETTERA DI ARNOULD 18 ottobre 2013

La FEI  per voce del Segretario Generale Ingmar De Vos ha immediatamente reagito alla dichiarazione pubblica  di Pierre Arnould al Telegraph.” Non accetto la dichiarazione resa pubblica da Pierre Arnould , membro del Comitato di Endurance FEI , per una serie di motivi :
Mr Arnould ha sollevato accuse infondate su questo sport e, così facendo, ha portato lo sport e il FEI in discredito .
Mr Arnould ha dichiarato pubblicamente che la il Bureau dellaFEI  ha respinto le proposte avanzate dal Comitato di Endurance. Questo è assolutamente falso.
Mr Arnould ha parlato in qualità di membro del Comitato FEI Endurance senza né mandato o consultazione . Il presidente del comitato ha scritto al signor Arnould su questo tema.
Come tutti i membri della commissione FEI , signor Arnould ha firmato un documento di non divulgazione e di una dichiarazione di accettare di sostenere e appoggiare attivamente le politiche FEI .
Come individuo Pierre Arnould può dire la sua , ma non può parlare a nome di un comitato FEI senza consultare il suo presidente e i suoi colleghi .
Questo non è solo una questione giuridica . Le sue azioni mostrano una totale mancanza di rispetto per i suoi colleghi della commissione , ma anche per gli altri volontari all’interno della nostra organizzazione . Mr Arnould è in chiara violazione di questo accordo firmato e il suo comportamento è del tutto inaccettabile .
Nella mia veste di Segretario Generale FEI , e in consultazione con gli organi competenti all’interno dell’organizzazione , attualmente sto valutando se ulteriori azioie debbano essere intraprese.
In risposta alla dichiarazione del Sig Arnould,  dichiaro categoricamente che la FEI sta lavorando per affrontare le questioni dell’Endurance già da diverso tempo .
Inoltre , nel 2012 la FEI ha avviato una revisione completa del regolamento dell’Endurance , ed è stata fatta una sessione di Endurance al Forum Sport , al fine di affrontare le questioni emerse dalla forte crescita di questa disciplina . Questi sforzi sono continuati nel 2013.
Con l’organizzazione di una tavola rotonda , la creazione del ESPG (Endurance Strategic Planning Group) e l’inizio di un Studio di Sorveglianza Infortuni, la FEI è chiaramente impegnata a garantire l’ulteriore sviluppo di questa disciplina .
In preparazione dell’Assemblea Generale del prossimo mese , il Presidente FEI ha inviato una dichiarazione sull’ endurance a tutte le Federazioni Nazionale.

  • IL PUNTO DI VISTA DEL BELGIO

LaFEI, attraverso la voce del suo segretario generale Ingmar de Vos ha immediatamente reagito a ciò che è stato detto da Pierre Arnould al The Telegraph. Il comunicato viene visualizzato sul loro sito web.
Così facendo, la FEI mostra ancora una volta la sua incapacità di affrontare il problema e di agire in modo rapido ed efficace, senza proteggere questo o quel gruppo. Così è Pierre Arnould colpevole di segnalazione pubblica poichè
pensa che sia suo dovere come membro di questa commissione FEI di dover lavorare per il benessere della sua disciplina.
Nel discorso di così alto livello su “Clean Sport”, la FEI sostiene che stanno lavorando per il benessere del cavallo per far in modo che nessun cavallo partecipi ad un evento aiutato da farmaci proibiti.
Ma … cosa ha fatto la FEI fino ad ora per affrontare il problema con azioni concrete? Pur essendo stata ammonita da diversi federazioni, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera, Francia, ormai da molti mesi.
Perché la morte di ogni cavallo che accade durante un evento o il giorno dopo, non è oggetto di un’inchiesta ? Perché , se tali accertamenti hanno avuto luogo , i risultati non sono trasmessi al Tribunale della FEI , come nei casi di doping ?
Perché cavalieri con ripetuti casi di morte dei loro cavalli in gara non sono perseguiti ?
Chi è a conoscenza del motivo della morte del cavallo a Florac , cavallo montato da un cavaliere dal Qatar ? Quali sostanze sono state ritrovate in organi e campioni raccolti durante l’autopsia? Dove sono i report e dove le sanzioni ?
E a proposito del cavallo morto in Sardegna recentemente? Lo stesso cavaliere
Che montava Eclipse a Tarbes e che lo ha portato a dover praticare l?eutanasia.
Da parte nostra, possiamo affermare di dare pieno supporto a Pierre Arnould e brevemente decideremo il da farsi.
E’ anche chiaro, che ora, Pierre non è solo in questa battaglia. Numerose figure europee sono nauseate e vogliono che tutto ciò finisca e che il nostro sport si riprenda la sua nobiltà.
La Fei non vedeva di buon occhio il gruppo di Tolosa, capitanato da Pierre Cazes.
Che questo gruppo possa rivivere per merito di un altro Pierre? In ogni caso noi siamo con lui e tutti sono benvenuti. Mandate una mail a endurance.belgium@gmail.com.
Siamo l’unico sito che ama l’endurance e che ha il coraggio di pubblicare su questo argomento ?
Tutti gli altri stanno con la testa sotto la sabbia in modo che da non vedere che cosa succede ?
Ora che la stampa in generale ha abbracciato il tema , come possiamo a far in modo che il processo si fermi ? I forum sono muti , acqua in bocca , perché non si sa mai …
A Uzès ci sono state delle giornate di Endurance di enorme successo . Più di 900 giovani cavalli in gara e in base alle nostre informazioni anche un grande successo commerciale con molti cavalli venduti ai paesi del Golfo . Ma se mai la stampa ha scritto tanto sull’Endurance, purtoppo si scrive su quanto di negativo c’è nell’Endurance.
Certo , a volte i giornalisti hanno fatto improbabili collegamenti tra l’affare di Newmarket delle corse di galoppo e l’Endurance. Ma forse alcune connessioni esiste infine come gli stessi allenatori hanno lavorato in entrambe le discipline .
In Germania la ben nota rivista “Caballo” pubblica questo mese un articolo scritto da Juliette Mallison . Conosciamo tutti Juliette Mallisson . Era il Presidente della Giuria al Campionato Europeo a Most, povera donna, avere a che fare con le domande e le richieste chef d’ Equipe , e allo stesso tempo cercando di soddisfare le esigenze dello sponsor Dubai.
Nel suo articolo , Juliette accusa i paesi del Golfo di offuscare l’immagine dell’Endurance. Come molti editori britannici The Telegraph , The Guardian e Horse and Hound , lei si basa sulle statistiche inconfutabili dei casi di doping .
Allo stesso tempo , lei è ben consapevole che i casi scoperti sono probabilmente i risultati di una goffaggine di un veterinario , tenendo conto del numero elevato probabile di cavalli trattati concorrenti nei paesi del Golfo . E dire che, anche se i controlli sono sistematici agli eventi degli Emirati Arabi Uniti , le scuderie di formazione sono così avanzati in termini di doping tecnologico che il laboratorio di rilevamento sono sempre in esecuzione dietro con i loro pacchetti di test .
Riferisce dei recenti cavalli che si sono fratturati al Campionato Europeo, che secondo quanto lei ci riporta sarebbero state due, anche se a noi ne risultano tre, e ci parla della gara del gennaio scorso corsa a Dubai: la Sheick Mohammed Cup.
Lì, ci dice, nessuno si fa problemi a mettere i cavalli sotto flebo la sera prima e anche durante l’evento . Racconta di aver visto un cavallo collassare e morire , un altro sul percorso e diversi cavalli fratturati.
Questo è un forte atto d’accusa , proveniente da un giudice e veterinario 4 stelle FEI. Juliette come molti di noi, ricorda i bei tempi in cui i campionati si vincevano a 18 chilometri all’ora e dove nessuno aveva mai sentito parlare di fratture .
In Svizzera , la seria Neuwe Zeurcher Zeitung sta pubblicando a proposito diuna nuova questione emergente: se il Presidente della FEI non deve dimettersi prima della fine del suo mandato , vedendosi bloccata nel suo conflitto di interesse.
In una recente mail al ESPG (quello che abbiamo chiamato sarcasticamente Endurance Specialized Group poo- poo ) , Arnould accusa il gruppo di inazione e di banalità spalmate in un piano di dieci anni, quando la situazione è urgente e richiede un intervento immediato .
In un’intervista fatta dal Telgraph, quotidiano inglese , Arnould accusa senza mezzi termini i tre stati imbroglioni ( UAE, Bahrain, Qatar) di guidare la nostra disciplina alla sua fine .
Un veterinario ben noto , che vuole rimanere anonimo, ci dice la sua : ” Tutto è iniziato nel 2005, dopo il WEC a Dubai. Fu una gara velocissima dove già furono battuti record di velocità e molti già mettevano in discussione la purezza di questo sport .
Molti allenatori europei hanno lasciato ( o sono stati licenziati ) e sono state sostituiti da gente del posto che conoscevano un po’ la disciplna.
I cavalli cominciarono un periodo di scarse cure in terminin di allenamento ma di contro grandi abbuffate di sostanze. Tutti sperimentavano roba nuova , inventando cocktail con conseguenze devastanti per i cavalli . Veleno di serpente, succo di rana , vodka , steroidi. Per battere gli altri allenatori , essere il migliore e divenire il favorito dal Boss.
Ricordiamo solo Georgat che è morta per una iniezione endovena.
Andate a dare un’occhiata nel database scorrendo la liste delle gare fatte da dei cavalli presi a caso tra quelli dei paesi del Golfo, guardate quanto durano le loro carriere, c’è da piangere.

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